IL GATTOPARDO
(Pubblicato postumo nel 1958)
La stesura del romanzo più conosciuto del principe Tomasi di Lampedusa fu intrapresa verso la fine del 1954. L'idea iniziale era quella di raccontare una giornata del proprio bisnonno ai tempi dello sbarco di Garibaldi in Sicilia, con l'obiettivo di coglierne le sensazioni nel momento rivelatore del cambio di regime. Ma, da subito, l'Autore si rese conto di non saper "fare l'Ulysses" e preferì una struttura temporale articolata in cinquant'anni: "1860, sbarco di Garibaldi - 1910, fine di tutto".
Nel corso della stesura, lo schema originario si arricchì di nuovo materiale rivelando una gestazione letteraria lunga e non facile. Fu solo nel 1956 che il romanzo raggiunse la propria veste definitiva.
I problemi maggiori, ultimata l'elaborazione dell'opera, riguardarono la sua pubblicazione. Innumerevoli furono i tentativi di contattare diverse case editrici (Mondadori, Einaudi, Longanesi), ma le risposte ottenute, malgrado gli apprezzamenti, si concludevano irrimediabilmente con un rifiuto.
Il Gattopardo fu pubblicato, postumo, l'11 novembre 1958 da Feltrinelli. Il successo fu straordinario. Improvviso ed inaspettato anche per l'editore. Il 7 luglio 1959 Il Gattopardo vinse il premio Strega.
"Nunc e in hora mortis nostrae. Amen."
Per saperne di più...
I RACCONTI
(pubblicati postumi nel 1961)
Apparsi a cura di Giorgio Bassani, I racconti sono in realtà quattro testi molto eterogenei. Il più lungo, Ricordi d'infanzia, scritto nell'estate del 1955, può essere considerato come un vero e proprio abbozzo di autobiografia dedicato soprattutto ai luoghi più cari dell'esistenza dell'autore e al tentativo stendhaliano di raccogliere nella memoria le "sensazioni che hanno attraversato questo nostro organismo".
Scrive Gioacchino Lanza Tomasi nella prefazione all'edizione Feltrinelli dei Racconti: "Chi si stimi un amico di Giuseppe Tomasi, e molti suoi lettori possono considerarsi tali, non mancherà di restar commosso dalla manifesta, violenta affettività del documento. I "Ricordi d'infanzia" svelano più dell'opera letteraria vera e propria la personalità emotiva dell'autore, il decantarsi dell'uomo nello scrittore. Essi venivano incontro a due esigenze primarie: a) ritrovare gli oggetti amati e ahimé perduti; b) fornire un materiale di base per la parte centrale del Gattopardo. Lo stato magmatico del materiale, accavallato in successive colate, era stato rivisto dall'autore stesso…..I Ricordi d'Infanzia incensurati rivelano al lettore amico il processo della felicità in un uomo di cinquantotto anni….."
Ricordi d'infanzia - I luoghi della mia prima infanzia
La gioia e la legge
Scritta nell'autunno del 1956, è una novella in genere considerata poco personale o addirittura "estranea alle passioni private dell'autore", come ha scritto Gioacchino Lanza Tomasi, ricordando anche la sua esclusione dalla traduzione inglese dei racconti lampedusiani. Tuttavia, benché un po' adagiata su certi stereotipi macchiettistici, la breve novella (denominata dall'autore anche Il panettone) descrive, nel disagio di un piccolo impiegato alle prese con i debiti e gli obblighi tipici della piccolissima borghesia, ambasce non poi così sideralmente distanti dalla sensibilità di un aristocratico in declino.
"Quando salì in autobus infastidì tutti...
La sirena
E' il racconto più famoso e riuscito. Noto anche come Lighea e scritto fra il 1956 e il 1957, non senza ripensamenti, attestati anche dal ritrovamento di una prima stesura abbandonata, esso narra l'idillio fantastico e lirico tra un giovane grecista e la mitica creatura marina, inserendolo nella cornice realistica e quasi umoristica costituita dalle vicende sentimentali e lavorative di un giovane giornalista siciliano che non a caso si chiama Corbera.
Tomasi aveva il gusto della lettura recitazione che destinava ai suoi giovani amici per il piacere di confrontarsi a pagina fresca con un ristretto auditorio. Della Sirena, racconto di cui andava specialmente fiero, esiste anche una registrazione. Racconta Gioacchino Lanza Tomasi :" Giuseppe leggeva da un manoscritto, l'accento palermitano della passata generazione, oggi quasi scomparso, e leggeva con intenzione, facendo comprendere le trame sottaciute.
"
Mi ero svegliato da poco ed ero subito salito in barca ...
I gattini ciechi
Infine, I gattini ciechi (o Il mattino di un mezzadro, secondo la consueta pratica del doppio titolo) è il primo capitolo di un romanzo rimasto in una fase di abbozzo, ambientato nel 1901 e probabilmente incentrato sul tema dell'ascesa storica delle classi borghesi (impersonate dalla famiglia degli Ibba). Scritto nel marzo-aprile del 1957, questo frammento di un progetto incompiuto, e anzi appena accennato, è tuttavia di particolare interesse perché si ricollega al Gattopardo, ripresentando le vicende della casata dei Salina, che qui viene mostrata nel suo inarrestabile declino e nella sua imbelle incapacità di opporsi ai nuovi rozzi ricchi che, dopo essersi impossessati dei latifondi, mirano ora alla conquista della capitale e di un più elevato status socio-culturale.
La pianta della proprietà Ibba, disegnata alla scala 1 al 5000...
I SAGGI
(Pubblicati postumi nel periodo compreso dal 1971 al 1990)
Poliglotta e spirito cosmopolita, ancorché tenacemente radicato nella sua sicilitudine, Tomasi di Lampedusa fu pure uno studioso dilettante, autodidatta ed eslege della letteratura francese ed inglese, che coltivò con passione di lettore onnivoro e curioso. Da questa sua attività critica, praticata in modo assolutamente non professionale né professorale, ci provengono saggi originali e fecondi quali Le lezioni su Stendhal (1971), Invito alle lettere francesi del Cinquecento (1979) e soprattutto i due agili ma, al tempo stesso, ponderosi volumi del corso di Letteratura inglese (1990) tenuto nel 1953 a Francesco Orlando con lo scopo di iniziarlo alla lingua e alla cultura anglosassoni attraverso la comunicazione privilegiata di un amore per autori e libri frequentati in modo libero e diretto.
In questi appunti personalissimi e talvolta perfino umorali che spaziano con enciclopedica competenza da Chaucer a Graham Greene troviamo non solo l'approccio stilistico di uno scrittore già sicuro dei suoi mezzi, ma anche il diario e l'autobiografia di un uomo identificato e compenetrato nelle sue sterminate e gioiose letture.
LA LETTERATURA INGLESE
(Pubblicata postuma nel 1990)
Nel periodo compreso fra il 1990 e il '91 vengono pubblicati gli appunti di Tomasi per il corso che svolgeva al gruppo di giovani intellettuali che lo seguiva nel 1954.
La letteratura inglese, che esce postuma, viene lasciata dallo scrittore in quattro raccoglitori: sono quasi mille pagine manoscritte. Il lungo lavoro fu compilato per insegnare al suo piccolo cenacolo di giovani intellettuali, e in particolar modo a Francesco Orlando, la letteratura inglese e poi quella francese. Si tratta di lezioni, di riflessioni e di annotazioni dentro le quali è già fortemente presente l'anima del romanziere.