
La stesura del romanzo più conosciuto del principe Tomasi di Lampedusa fu intrapresa verso la fine del 1954. L'idea iniziale era quella di raccontare una giornata del proprio bisnonno ai tempi dello sbarco di Garibaldi in Sicilia. Ma, da subito, l'Autore si trovò di fronte alle difficoltà che la tecnica narrativa prescelta comportava: il romanzo avrebbe dovuto essere costruito secondo lo schema che James Joyce aveva utilizzato più volte nelle sue opere. Tuttavia, egli, "aveva sottovalutato il rapporto tra tempo narrato e tempo narrativo". Come racconta il figlio adottivo, Tomasi ammise ben presto di non saper "fare l'
Ulysses" e preferì una struttura temporale articolata in cinquant'anni: "1860-62, sbarco di Garibaldi (primo e secondo capitolo, ambientati a Palermo e a Donnafugata ); 1883, morte del principe ( terzo capitolo ); 1910, fine di tutto ( quarto capitolo conclusivo )".
Nel corso della stesura, lo schema originario si arricchì di nuovo materiale ed ai primi quattro capitoli se ne aggiunsero progressivamente altri, rivelando una gestazione letteraria lunga e non facile. Secondo una fonte vicina a Tomasi, "il romanzo venne scritto "a fisarmonica", in quanto "i capitoli spuntavano da una stagione all'altra… come funghi", fino a che esso non raggiunse la propria veste definitiva nel 1956. Definitiva, probabilmente, non per volontà dell'Autore: egli avrebbe voluto aggiungervi almeno uno o forse due capitoli, ma la malattia incipiente lo costrinse a desistere dal progetto.
I problemi maggiori, ultimata l'elaborazione dell'opera, riguardarono la sua pubblicazione. Innumerevoli furono i tentativi, effettuati sia dall'Autore che dal cugino Lucio Piccolo, di contattare diverse case editrici (Mondadori, Einaudi, Longanesi), ma le risposte ottenute, malgrado gli apprezzamenti, si concludevano irrimediabilmente con un rifiuto.
Il Gattopardo fu pubblicato, postumo, l'11 novembre 1958 da Feltrinelli, grazie all'intervento di Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto. Il successo fu straordinario. Improvviso ed inaspettato anche per l'editore: basti pensare che la prima tiratura, di tremila copie, andò esaurita prima di Natale e la seconda, di quattromila, all'Epifania era già introvabile. Nel giro di pochi mesi il romanzo vendette più di settantamila copie: la sua popolarità, ormai, non era più in discussione. Il 7 luglio 1959
Il Gattopardo vinse il premio Strega.
Un tale consenso di pubblico attirò immediatamente l'attenzione della critica, fino a quel momento poco favorevole ai nuovi scrittori. La questione che tanto appassionò e divise gli intellettuali, però, non fu il dibattito sulla qualità estetica del romanzo, ma piuttosto la disputa sulla visione storica del Tomasi, in particolare sull'interpretazione che egli aveva dato del processo di unificazione italiano.
In questo clima generale di attenzione, spesso di polemica e contrasti, incentrata sul
Gattopardo, Luchino Visconti decise di trarne un film: lo seduceva la figura del Principe di Salina che campeggia nel romanzo, ingigantita dal Lampedusa nell'intenzione di mitizzare i valori della classe aristocratica contrapponendoli alla volgarità degli uomini nuovi; lo affascinava l'interiorizzazione degli eventi, con la conseguente rappresentazione di un universo deformato dalla mutevole percezione dell'Autore; lo colpiva la lucida descrizione del riassorbimento degli ideali risorgimentali tramite il ricorso al trasformismo politico, con la inevitabile contraddizione tra l'effettiva caduta del vecchio mondo e la mancata realizzazione di un mondo nuovo.
Il magnifico affresco che le immagini del film dipingono è affascinante e seducente. Pur con le dovute modifiche e i tagli imposti dalle esigenze sceniche, il risultato è suggestivo e, nel complesso, la versione cinematografica riesce a rendere giustizia all'opera letteraria. La ricostruzione dei luoghi e la ricerca delle ambientazioni, seppure non sempre fedeli alle descrizioni fatte dall'Autore, costituiscono pur sempre un'interpretazione autorevolissima del suo pensiero e della sua poetica e hanno contribuito in massima parte al successo che
Il Gattopardo continua a riscuotere fra i contemporanei.
La Trama